Λόγος: Indagine Abissale
- PsykoSapiens
- 16 mar
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TACCUINO #74
Il termine λόγος (lógos) affonda le sue radici in un abisso temporale che precede la stessa concettualizzazione greca della parola. È un termine che, nel suo stratificarsi, ha attraversato le più antiche sedimentazioni linguistiche, filosofiche e metafisiche del pensiero umano. Il suo percorso non è lineare, ma ramificato, esploso in mille rivoli che hanno nutrito civiltà, scuole di pensiero e cosmologie.
Etimologia Profonda: Da Dove Viene 'Lógos'?
I. Radice Proto-Indoeuropea (PIE)
Il termine λόγος sembra derivare dalla radice proto-indoeuropea \leg-, che significava raccogliere, scegliere, mettere insieme, enumerare. Da questa stessa radice discendono parole in varie lingue antiche:
- Latīna: legere → leggere, raccogliere
- 𐌲𐌿𐍄𐌹𐍃𐌺𐌰 (Gutiska): lagjan → porre, collocare
- संस्कृतम् (Saṃskṛtam): lagh- → attaccare, connettere
Qui già si coglie una duplicità: logos non è solo parola, ma anche atto del connettere, ordinare, selezionare. È un principio strutturante.
Interessante porre attenzione sull'atto, per (attraverso) l'atto. Se Lógos è tradotto convenzionalmente in molti modi: parola, detto, discorso, il contenuto del discorso, soggetto, argomento, colloquio, abboccamento, conferenza, conversazione, dialogo, investigazione scientifica, ragionamento, discussione, comando, ordine, precetto, sentenza, proverbio, oracolo, tradizione, fama, voce, racconto, gloria, lode, onore, parola vana, infondata, discorso vuoto, pretesto, scusa, racconto inventato, favola, racconto vero, storia . . . allora di questo lógos se ne fa ciò che si vuole (si direbbe nel bene e nel male), inventando, dicendo il vero, oppure narrando il falso. Lo si storpia, lo si divora, lo si esalta, lo si abbatte, lo si nasconde, lo si illumina. Scelte. Conseguenze.
Lógos è materia malleabile nelle mani di chi lo usa, un fiume che prende la forma dell’alveo che lo guida. Lo si plasma in verità o menzogna, in costruzione o distruzione, in suono o silenzio. Lo si usa come lama affilata che seziona il reale o come fumo che lo confonde. È potenza e inganno, è struttura e caos.
«Eppur non sappiamo».
A noi la scelta di farne fuoco o cenere, arma o strumento, rivelazione o inganno. E nel farlo, giochiamo con l’essenza stessa dell’umano: perché il lógos non è mai neutro, è sempre un atto di potere, un atto di creazione.
Ἑλληνικὴ γλῶσσα: Λόγος προδίδει λόγον
Latīna: Verbum proditionem facit verbo
𐌲𐌿𐍄𐌹𐍃𐌺𐌰 (Gutiska): 𐌻𐌰𐌲𐌿𐍃 𐍆𐍂𐍉𐌳𐌹𐌳𐌰𐌹𐍃 𐌻𐌰𐌲𐌿𐍃𐍃 (Lagus frodith laguss)
संस्कृतम् (Saṃskṛtam): वाक् वाचं ददाति (Vāk vācaṃ dadāti)